venerdì 20 febbraio 2015

IL PALLONE SGONFIO



La verità all'improvviso, come un fulmine a ciel sereno Arrigo Sacchi rompe il silenzio e tuona: "L'Italia è ormai senza dignità né orgoglio perché fa giocare troppi stranieri anche nelle Primavere: nei nostri settori giovanili ci sono troppi giocatori di colore". Questo il giudizio, sicuramente scomodo e forse anche di cattivo gusto, espresso dall'ex coordinatore delle nazionali giovanili che ha fatto drizzare le orecchie di pennivendoli e benpensanti. Ma dietro la frase di Sacchi si cela un mondo in decadenza, in completa eutanasia sportiva, ed è lampante e sotto gli occhi di tutti il fallimento all'ultimo mondiale. Lo sport più amato dagli italiani è ormai allo sbando, sempre meno seguito, sempre più lontano dal popolo, senza più giocatori simbolo o bandiere e dove il business la fa da assoluto padrone. E in questa realtà, l'unica "analisi", per altro spietata, è quella di criticare Sacchi per una battuta scomoda? Sacchi mette in evidenza che il futuro del nostro calcio dipende da una lungimirante combinazione tra una classe dirigente illuminata che dia stimolo e spazio ai ragazzi italiani, perché se si vuole crescere e tornare ad avere un sport competitivo a livello europeo e mondiale si deve ripartire dal "Made in Italy" e non da esotiche risorse, che, alla fine, non si dimostrano tali. E, duole ammetterlo, ma il calcio è lo specchio dell'anima della nostra amata patria...




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