"I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri." A. Einstein FOR Arengo
martedì 24 febbraio 2015
venerdì 20 febbraio 2015
F U T U R I S M O
Il futurismo è un’avanguardia artistica di matrice totalmente italiana. Il
futurismo ha una data di nascita precisa: il 20 febbraio 1909. In quel giorno,
infatti, Marinetti pubblicò sul «Figaro», giornale parigino, il Manifesto del
Futurismo. Grazie soprattutto alla vulcanica personalità di Filippo
Tommaso Marinetti, il futurismo divenne in breve tempo il movimento artistico
di maggior novità nel panorama culturale italiano. Si rivolgeva a tutte le
arti, tra cui la cucina, comprendendo sia poeti che pittori, scultori,
musicisti, e così via, proponendo in sostanza un nuovo atteggiamento nei
confronti del concetto stesso di arte. Ciò che il futurismo rifiutava era
il concetto di un’arte élitaria e decadente, confinata nei musei e negli spazi
della cultura aulica. Proponeva invece un balzo in avanti, per esplorare il
mondo del futuro, fatto di parametri quali la modernità contro l’antico, la
velocità contro la stasi, la violenza contro la quiete, e così via. In
sostanza il futurismo si connota già al suo nascere come un movimento che ha
due caratteri fondamentali:
- l’esaltazione della modernità;
- l’impeto irruento del fare artistico.
La successiva adesione al fascismo ne ha molto limitato l'analisi critica da parte della Kultura italiana che ha sempre visto questo movimento come qualcosa di folcloristico e provinciale. La sua rivalutazione sta avvenendo solo da pochi anni e solo dopo che la storiografia anglosassone ha rivalutato questo fenomeno artistico.
Con questo piccolo pensiero abbiamo reso omaggio
al futurismo perché anche noi, nel nostro piccolo, "scagliamo, una volta
ancora, la nostra sfida alle stelle!”
IL PALLONE SGONFIO
La verità all'improvviso, come un
fulmine a ciel sereno Arrigo Sacchi rompe il silenzio e tuona: "L'Italia è
ormai senza dignità né orgoglio perché fa giocare troppi stranieri anche nelle
Primavere: nei nostri settori giovanili ci sono troppi giocatori di colore".
Questo il giudizio, sicuramente scomodo e forse anche di cattivo gusto,
espresso dall'ex coordinatore delle nazionali giovanili che ha fatto drizzare
le orecchie di pennivendoli e benpensanti. Ma dietro la frase di Sacchi si cela
un mondo in decadenza, in completa eutanasia sportiva, ed è lampante e sotto
gli occhi di tutti il fallimento all'ultimo mondiale. Lo sport più amato dagli
italiani è ormai allo sbando, sempre meno seguito, sempre più lontano dal
popolo, senza più giocatori simbolo o bandiere e dove il business la fa da
assoluto padrone. E in questa realtà, l'unica "analisi", per altro
spietata, è quella di criticare Sacchi per una battuta scomoda? Sacchi mette in
evidenza che il futuro del nostro calcio dipende da una lungimirante combinazione
tra una classe dirigente illuminata che dia stimolo e spazio ai ragazzi
italiani, perché se si vuole crescere e tornare ad avere un sport competitivo a
livello europeo e mondiale si deve ripartire dal "Made in Italy" e
non da esotiche risorse, che, alla fine, non si dimostrano tali. E, duole
ammetterlo, ma il calcio è lo specchio dell'anima della nostra amata patria...
martedì 17 febbraio 2015
ARENGO RICODA I MARTIRI DELLE FOIBE
Magenta - 10 febbraio 2015. Nella mattinata di domenica 8 febbraio
l'Associazione culturale Arengo, in vista delle celebrazioni per il Giorno del
Ricordo, ha commemorato le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo
giuliano dalmata. I Soci dell'Associazione hanno deposto, per propria
iniziativa, dei mazzi di rose accompagnate dalla poesia "Foibe" di
Fabio Magris, presso il Parco dedicato ai “Martiri delle foibe” situato in via
Melzi. Hanno poi preso parte alla cerimonia ufficiale del Comune alla presenza
del sindaco Marco Invernizzi e del vicesindaco Paolo Razzano. I Soci
dell'associazione si sono successivamente recati anche a Robecco al monumento
dedicato agli stessi martiri e hanno svolto la medesima commemorazione.
<<Con questo gesto semplice
ma fortemente simbolico - spiega Massimo Mattia Presidente dell'Associazione - abbiamo
voluto ricordare gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia
Giulia e della Dalmazia avvenuti durante la seconda guerra mondiale e
nell'immediato dopoguerra. Si tratta di un evento estremamente tragico, non
solo per la violenza atroce perpetrata nei confronti di questi nostri
connazionali ma anche per il fatto che, per decenni, queste vittime sono state
dimenticate e sepolte nell'oblio della storia solo per meri calcoli di appartenenza
politica o per infame omertà ideologica. Noi di Arengo, perciò, vogliamo
rendere viva la loro memoria, consapevoli che non esistono morti o massacri di
serie B e che anzi questa tragedia è tanto più importante proprio per il fatto
che coinvolge direttamente la popolazione italiana. Un popolo che ama la
propria patria non può non commemorare, in modo appropriato e sentito, il
sacrifico di questi suoi sfortunati fratelli>>
L'Associazione Arengo comunicherà
a breve i prossimi eventi in programma e, nel frattempo, invita tutti a
visitare la propria pagina Facebook, Associazione Culturale Arengo, e a
contattare la stessa tramite l'indirizzo mail associazione.arengo@gmail.com
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